Generale,  Libertà

Milano Cortina: lo spirito olimpico che deve cambiare il mondo.

Io non riesco a vedere le Olimpiadi solo come uno spettacolo sportivo.

Non ci sono mai riuscito. Ogni volta che se ne parla penso a qualcosa di più grande: a un’idea di mondo che, per qualche giorno, prova a funzionare meglio del solito.

Milano Cortina 2026 arriva in un momento storico complicato e forse è proprio per questo che mi aspetto di più. Viviamo in un tempo in cui tutto divide: opinioni, confini, interessi, paure. Lo sport da solo non può risolvere questi problemi, lo so. Ma può ricordarci come dovremmo stare insieme.

Due mondi che si incontrano

Milano e Cortina non potrebbero essere più diverse. Milano corre, produce, costruisce, non si ferma mai. Cortina e la montagna in generale, ti insegna che se corri troppo, prima o poi paghi il conto.

Metterle insieme non è solo una scelta organizzativa. È un messaggio. Vuol dire dire che crescita e rispetto possono convivere. Che il progresso non deve per forza consumare tutto quello che tocca.


Lo spirito olimpico che vedo io.

Quando sento parlare di spirito olimpico non penso solo agli atleti sul podio. Penso alle persone che lavorano nell’ombra, a chi monta, sistema, costruisce, organizza. Penso alla fatica vera, quella quotidiana, quella che non finisce nelle foto ufficiali.

Per me lo spirito olimpico è questo: fare bene il proprio lavoro, rispettare le regole, sentirsi parte di qualcosa che va oltre il tornaconto personale.

Sostenibilità, senza ipocrisie.

Qui si gioca una partita fondamentale: o Milano Cortina sarà un esempio concreto di rispetto dei territori e delle persone, oppure resterà solo un grande evento ben confezionato.

Io spero nella prima. Spero in opere utili anche dopo, in scelte intelligenti, in attenzione reale alla montagna e a chi la vive tutto l’anno.

Un’occasione che non va sprecata.

Le Olimpiadi passano. Il segno che lasciano, invece, resta.

Milano Cortina può essere ricordata come una parentesi spettacolare oppure come un momento in cui si è provato davvero a fare le cose in modo diverso. Io spero nella seconda opzione, perché oggi più che mai abbiamo bisogno di esempi, non di slogan.

E se lo spirito olimpico ha ancora un senso, è proprio questo: non dirci quanto siamo bravi, ma quanto possiamo diventarlo, insieme.


GAS






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