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Centrosinistra allo sbando: leadership fantasma e conti aperti col passato.

Altro che “campo largo”. Qui siamo davanti a un centrosinistra nel caos totale, dove tutti vogliono comandare ma nessuno è davvero in grado di farlo.

Giuseppe Conte fino a ieri si muoveva come se la leadership fosse già sua. Sondaggi, dichiarazioni, presenza mediatica: tutto costruito per dare l’idea di un leader già pronto. Ma la realtà è diversa. Conte cresce, sì. Ma non sfonda. E in politica, se non sfondi, non comandi.

Il peso del passato che torna. C’è poi un punto che molti fanno finta di non vedere. Durante il Covid, Conte era al governo. Sono stati spesi miliardi, prese decisioni in emergenza, gestite forniture delicate come quelle delle mascherine. Oggi, su quella stagione, restano domande aperte. Commissioni, polemiche, dubbi sulla gestione degli acquisti pubblici.

Non servono sentenze per capire una cosa semplice: quando il passato non è chiarito fino in fondo, torna sempre a presentare il conto.

E quel conto oggi pesa anche politicamente.

Dall’altra parte Elly Schlein non riesce a colmare il vuoto. La sua leadership è debole, più ideologica che concreta. Parla a una parte, ma non riesce a tenere insieme il tutto. Il Partito Democratico non guida, non decide, non traina.

E senza un perno forte, una coalizione semplicemente non esiste.

Quando il vuoto si vede, qualcuno si fa avanti. E infatti succede quello che succede sempre in politica. Arriva qualcuno che prova a infilarsi.

Silvia Salis si propone, senza troppi giri di parole. Nessuno la chiama, ma lei si offre. È ambizione? Certo. Ma è anche il segnale più chiaro del momento che sta vivendo il centrosinistra.

Perché quando qualcuno può candidarsi così, significa che il posto è libero.

La verità è che il centrosinistra oggi è un contenitore confuso. Populismo da una parte. Ideologia dall’altra. Strategie che cambiano ogni settimana.

Nessuna linea comune. Nessuna visione.

Solo una continua lotta interna. Il problema non è solo chi deve guidare. Il problema è se esiste ancora qualcosa da guidare.

Tra leadership fragili e ombre mai del tutto chiarite, il centrosinistra oggi non appare come un’alternativa credibile. Perché prima di pensare al futuro…dovrebbe fare i conti con il proprio passato. E finché non lo farà, resterà fermo dove si trova adesso: in mezzo al caos.

GAS

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