Sfilano contro il genocidio e difendono l’aborto.
Politica

Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli: gridano al genocidio, votano per l’aborto. La vita umana a intermittenza.

Basta. Basta con questa recita.

Facce da funerale e la parola genocidio in bocca come se bruciasse. Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli, la crema della sinistra italiana, indignata, commossa, irreprensibile. Gaza li tiene svegli la notte. Il massacro degli innocenti tormenta. La vita umana, giurano, è sacra.

Poi, tornano a casa sorridenti e votano per l’aborto.

Qualcuno me lo spiega? Qualcuno, ha il coraggio di spiegarmelo?

Perché, io non riesco a capire come si faccia ad usare la parola genocidio, quella parola li, la più pesante che esista, quella che porta con sé Auschwitz, il Rwanda (la Nigeria…) e ogni abisso in cui l’uomo ha deciso che certe vite non contavano, e poi, difendere il diritto di sopprimere una vita umana inerme nell’utero. Non riesco a capirlo. Non voglio neanche provarci, perché non c’è niente da capire. C’è solo da chiamarlo con il suo nome: IPOCRISIA. Ipocrisia morale totale, sistematica, sfacciata.

Il genocidio, quello vero, quello che li fa urlare in piazza, è condannato per una ragione precisa: perché qualcuno ha deciso che certe vite, non meritano di esistere. Perché, chi aveva il potere, lo ha usato per cancellare chi non poteva difendersi. Questa è la definizione. Questa è la struttura del crimine.

Ora, ditemi: in cosa è diverso?

Un essere umano in formazione, inerme per definizione, soppresso per decisione unilaterale di chi detiene il potere su di lui. Qualcuno tracci la differenza morale. Qualcuno lo faccia senza ricorrere alla solita, vigliacca scappatoia: non è ancora una persona.

Perché, quella frase, quella frase li, è esattamente quello che hanno detto di ogni vittima di ogni genocidio della storia. Prima si nega l’umanità, poi, si procede.

Lo schema, è sempre lo stesso, cambia solo chi lo applica e chi ne beneficia.

Al parlamento europeo, questi signori o i loro sodali, hanno votato per inserire l’aborto nella Carta dei Diritti fondamentali dell’UE. Diritto fondamentale. FONDAMENTALE. Coma la libertà di parola, come la dignità umana, mentre nelle piazze, urlano allo sterminio.

e nessuno, nessun giornalista, opinionista di lungo corso, ha trovato il momento giusto per fare la domanda. Quella semplice. Quella ovvia. Quella che un bambinoni dieci anni farebbe senza esitare.

Perché, la risposta, non esiste o meglio, esiste ma è insostenibile. La risposta è che per loro la vita umana, ha un valore variabile. Dipende da chi è la vittima, da chi è il carnefice, da quanto fa comodo indignarsi. Dipende dal calendario elettorale e da quale bandiera sventola sopra ogni corpo.

Non stanno difendendo lavata, stanno gestendo un catalogo. Vite eleggibili e vite non eleggibili. Morti che fanno notizia e morti che non disturbano il pranzo. Genocidi da piazza e genocidi da ignorare.

Poi, qui la rabbia diventa incredulità, scendono in piazza per la denatalità. Per i figli che non nascono. Per il futuro demografico del paese. Con la stessa faccia. Con la stessa voce rotta.

Qualcuno dovrebbe spiegargli il nesso. Ma temo che non vigliano sentirlo.

GAS

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