SCHLEIN E SANCHEZ. IL MODELLO CHE COPIA IL NEMICO.
C’è un paradosso che nessuno vuole vedere.
La sinistra italiana guarda a Pedro Sánchez come al proprio faro ideologico. La Spagna come modello. Madrid come l’Eden che Roma dovrebbe invidiare. Schlein in testa a tutti, pronta a citarlo ad ogni occasione utile.
Peccato che Sánchez, nel frattempo, stesse copiando Meloni.
Il mito Sánchez. Una storia di comodo.
Per anni il premier spagnolo è stato venduto come la prova vivente che una sinistra moderna e vincente è possibile. Un governo progressista che governa davvero. Un esempio da esportare.
Il problema è che i modelli, prima di essere esportati, andrebbero capiti.
Quello che nessuno ha raccontato.
Mentre Schlein tesseva l’elogio di Sánchez, il premier spagnolo stava percorrendo silenziosamente un cammino opposto. Sull’immigrazione — il tema che più divide — ha fatto accordi con Mauritania, Senegal e Gambia per bloccare le partenze. Ha parlato di rimpatri come necessità imprescindibile. Ha guardato con interesse esplicito al modello italiano dei centri nei paesi terzi.
In altre parole: ha fatto esattamente quello che Meloni aveva proposto. E che la sinistra italiana aveva bollato come disumano.
Il cerchio si chiude. Il corto circuito è servito.
Il paradosso si sdoppia.
Non finisce qui. Perché anche sull’immigrazione legale la convergenza è imbarazzante.
Sánchez ha aperto quote legali per lavoratori stranieri, presentandolo come atto di giustizia sociale. Meloni ha fatto lo stesso con il decreto flussi. Due leader agli antipodi dell’arco politico europeo. Politiche, nella sostanza, quasi identiche.
La differenza? Solo la narrativa. Sánchez la chiama progresso. Meloni la chiama controllo. Il risultato pratico è lo stesso.
La trappola dei simboli.
Questo è il vero problema. Quando un partito smette di costruire una proposta autonoma e si affida all’immagine altrui, abdica alla propria funzione.
Importare un modello senza capirlo non è strategia. È narrazione. Ed è una narrazione fragile — basta che il modello si incrina e tutto crolla.
Sánchez oggi è un premier logorato. E la sinistra italiana si trova a dover difendere un riferimento che non reggeva all’esame della realtà.
La domanda che rimane.
Se hai bisogno di guardare sempre fuori per trovare te stesso, forse il problema non è il modello che scegli. È che non hai una bussola tua.
La politica non si fa con i poster appesi al muro. Si fa guardando la realtà per quella che è — non per quella che vorresti che fosse.
Meno specchi. Più finestre.
GAS


