Attualità,  Generale,  Libertà,  Media,  Politica,  Società

TUTTI ESPERTI, NESSUNO COMPETENTE?

Quando la notorietà prende il posto della competenza.

Sia chiaro: nessuno deve stare zitto. Un cantante è un cittadino e ha diritto alla sua opinione, anche sbagliata, come ce l’ho io. Il problema non è che parli. Il problema è che pretenda di essere creduto perché è famoso.

C’è un abisso tra dire “questa è la mia idea, non sono un esperto” e salire in cattedra. Il primo è un cittadino che partecipa. Il secondo distribuisce patenti morali, liquida come ignoranti o in malafede chi non la pensa come lui, e tratta con sufficienza chi quel mestiere lo fa davvero, studiando, sbagliando, pagando di persona. Non è coraggio. È arroganza con i follower.

La fama dà una cosa sola: attenzione. Non dà competenza, non dà equilibrio, non dà nemmeno la fatica di documentarsi. Anzi, spesso la toglie, perché chi vive tra gli applausi perde l’abitudine di essere contraddetto. E da una platea che conferma sempre nasce la convinzione di avere sempre ragione.

I social fanno il resto. La complessità annoia. Le certezze rassicurano. Chi trasforma un problema difficile in uno slogan, con un colpevole e un innocente, vince. Chi dice “è complicato, bisogna studiare” sparisce.

E chi li invita? Tv, festival, giornali. Sanno benissimo che quel nome porta pubblico e lo usano come richiamo. Non cercano un interlocutore, cercano la clip che gira. La responsabilità è loro quanto del personaggio, forse di più.

Il discorso, però, non vale solo per i famosi. Anche il giornalista, il professore, il politico, lo specialista dicono sciocchezze appena escono dal loro orto. Non voglio sostituire il culto della celebrità con quello dell’esperto. Un’osservazione intelligente sulla guerra può farla anche chi non è geopolitico. La differenza la fa il metodo: documentarsi, ammettere i propri limiti, accettare le obiezioni, cambiare idea quando i fatti lo impongono.

È esattamente questo che manca a chi pontifica dal palco. Non la competenza, che nessuno può avere su tutto, ma l’umiltà di dire “su questo non so abbastanza”.

Smettiamo di confondere chi parla con chi sa.

Pensare è un diritto. Pretendere di avere sempre ragione è un’altra cosa.

GAS.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *